Non prendete impegni!!!
Far poco pubblicheremo sul sito Mountain Kingdom tutte le nostre proposte per un'estate di grandi salite in alta montagna e fantastiche arrampicate.
Cesare
Non prendete impegni!!!
Far poco pubblicheremo sul sito Mountain Kingdom tutte le nostre proposte per un'estate di grandi salite in alta montagna e fantastiche arrampicate.
Cesare
Scritto alle 12:10 nella Alpi, Alta montagna, Arrampicata, Carlo Gabasio, Cesare Cesa Bianchi, Dolomiti, Luca Macchetto, Mountain Kingdom, Paolo Tombini | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Non perdete l'occasione per chiudere in bellezza la stagione sulla neve!
Strahlhorn
12 - 13 maggio scialpinismo allo Strahlhorn con partenza da Saas Fee e pernottamento alla Britannia Hütte.
Superscialpinismo al Monte Bianco
18 - 20 maggio. Il programma previsto per il 12-13 maggio è stato posticipato a causa delle condizioni della montagna.
Non mancate questo splendido appuntamento.
Aletschhorn o Grand Combin
Condizioni di neve strepitose! Non perdete l'occasione per un'ultima grande scialpinistica.
18 - 20 maggio: Aletschhorn o Grand Combin; sceglieremo fra i due in base alle migliori condizioni della neve e del tempo.
Vi aspettiamo, per una bella gita insieme.
Cesare, Luca, Paolo e Carlo
Scritto alle 16:52 nella Alpi, Carlo Gabasio, Cesare Cesa Bianchi, Luca Macchetto, Mountain Kingdom, Paolo Tombini, Scialpinismo | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Finalmente!!!
Sul calendario del sito di Mountain Kingdom trovate tutte le nostre proposte per l'inverno e la primavera 2012.
Freeride - grandissime novità per sfruttare ogni centimetro quadrato di polvere (che arriverà molto presto!):
• i programmi MK SPECIAL studiati appositamente per sciare le linee più famose del mondo nei resort di Mountain Kingdom a prezzi speciali
• i week end economici per gruppi di 8 persone, organizzati in collaborazione con la Falc, sempre alla scoperta di nuovi itinerari e discese
• powder alarm! ha appena smesso di nevicare, è il momento di mollare tutto, prendere i propri padelloni e fiondarsi dove la neve è più profonda, polverosa e sicura per una giornata da urlo sugli sci
Scialpinismo – anche qui molte nuove proposte alla ricerca di esperienze indimenticabili:
• i nostri mitici viaggi di scialpinismo in Norvegia, sull’Etna, in Marocco, Turchia e Cile
• le grandi classiche, dalla Dufour all’Oberland Bernese e al Monte Bianco
• l’esplorazione delle valli del sud del Piemonte sempre ricche di neve
Vi aspettiamo con l’entusiasmo e la professionalità di sempre
Le guide alpine di Mountain Kingdom
Scritto alle 10:45 nella Alpi, Carlo Gabasio, Cesare Cesa Bianchi, Dolomiti, Freeride, Heliski, Lorenzo Naddei, Luca Macchetto, Mountain Kingdom, Paolo Tombini, Racchette da neve, Renato Bernard, Sci safari, Scialpinismo, Viaggi scialpinismo | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Cavalcata sui 4000 vallesani con Paolo Tombini, Janye e Steve
Quando lunedì 8 agosto da Stalden nel Vallese, imbocchiamo la valle di Saas il cielo è ancora carico di pioggia dell'ennesima perturbazione di questa estate pazzerella, ma il meteo parla chiaro ci aspetta una settimana di alta pressione e temperature fresche.
In realtà non tutti i mali vengono per nuocere, le perturbazioni del mese passato hanno creato in quota delle condizioni pressochè fantastiche: neve dura ben assestata e portante che su certe salite in questo periodo agevola notevolmente la progressione, rendendole più facili e sicure rispetto le normali condizioni che solitamente si hanno in agosto.
Janye e Steve vengono rispettivamente da Oxford e NewCastle, sono molto “fit”, ma chiaramente prima di lanciarsi a rincorrere l'aria sottile dei 4000, devono acclimatarsi un minimo, così dopo aver raggiunto la Weissmieshütte da Saasgrund, nel pomeriggio saliamo la cima dello Jagihorn 3206m.
Questo corno davvero elegante, facilmente raggiungibile in un paio d'ore dal rifugio è il classico gioiellino svizzero: una ferrata aerea e entusiasmante sulla cresta est, varie vie attrezzate lunghe sui 200 metri sulla parete nord oppure la bella normale che abbiamo salito noi, per poter avere un colpo d'occhio meraviglioso sulle montagne di Saas Fee.
La mattina seguente come da previsioni il tempo è tornato bellissimo, la Weissmies è una salita su ghiaccio classicissima, anche se il gelido e teso vento da nord che ci accompagna per tutta l'ascesa ci ricorda che bastano le sferzate di neve gelida in faccia a complicare le cose, e che anche le montagne più “facili” non si lasciano salire fischiettando.
In questi frangenti, al calduccio nella mia giacca imbottita Montura e nei miei Batura di La Sportiva, ringrazio vivamente i nostri sponsor per i materiali sempre altamente performanti che ci mettono a disposizioni per il nostro lavoro e per la nostra passione.
Il Lagginhorn se vogliamo è una montagna un po' sfigata! (scusate l'espressione). Malgrado che per dieci metri sia a pieno diritto nel club dei 4000 ha fama di essere un cumulo di sfasciumi da salire se non altro per cancellarlo dalla lista. Io mi sono ricreduto, forse causa o fortuna di averlo trovato ricoperto di neve negli ultimi 500 metri condizione aggiunta che mi ha comunque regalato una bella salita.
Ho visto poi cordate che arrivavano sia dalla cresta nord che dalla cresta ovest che rimangano entrambe vie a mio parere da tenere in considerazione qualora si voglia raggiungere la cima di questa montagna.
Gli ultimi due giorni di questa settimana a Saas li abbiamo dedicati al gruppo dei Mischabel, l'incredibile spartiacque tra la valle di Saas e la valle di Zermatt, e più precisamente al Nadelhorn, la salita più classica dal versante di Saas.
Finalmente giunti alla Mischabelhütte dopo aver cavalcato l'infinito sperone attrezzato su cui corre il sentiero, incontriamo oltre che un'accoglienza deliziosa, tantissimi alpinisti dalle intenzioni bellicose, Nadelgrat (salita anche dal nostro Luca la settimana passata), Lenzgrat, parete NE della Lenzspitze e Nadelhorn.
Il meteo perfetto e queste condizioni non mentono e chi desiderava magari da tempo queste salite non se le lascia scappare!
Ma che montagne! Semplicemente meravigliose! Cavalcare queste creste a fil di cielo è un piacere primordiale per ogni alpinista e raggiunta la macchina dopo la discesa si iniziano a contare i giorni che separano alla prossima salita. Guardate le nostre foto!
Paolo Tombini
Scritto alle 17:34 nella Alpi, Alta montagna, Mountain Kingdom, Paolo Tombini | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Il Monte Rosa con Paolo Tombini
Sarà che il Monte Rosa, o per meglio dire uno spicchio di esso, è visibile anche dalla finestra del mio balcone, sarà forse il piacevole ricordo dei tanti giorni passati al rifugio “Margherita”, nel quale ho lavorato in passato per due stagioni, ma tutte le volte che ritorno su queste splendide cime, provo un magico “deja vue”, che mi fa vivere momenti speciali sulle creste, cime e ghiacciai di questo splendido gruppo montuoso.
Il massiccio del Monte Rosa si trova nelle alpi Pennine, a cavallo tra Italia e Svizzera, è il più esteso delle Alpi e secondo per altezza, inoltre, tra ufficiali e non, conta 24 vette che oltrepassano i quattromila metri.
La sua famosa parete est, sopra Macugnaga è l'unica di tutte la Alpi, che porta senza troppo imbarazzo l'aggettivo di “himalayana” per le sue dimensioni e difficoltà alpinistiche.
In cinque giorni partendo da Zermatt o Cervinia, è possibile effettuare uno splendido raid alpinistico che solitamente dagli alpinisti stranieri viene chiamato “spaghetti tour”, in onore dell'ottima ospitalità e sopratutto della buona cucina che i rifugi italiani sanno offrire e che durante una settimana passata in quota è un valore aggiunto davvero piacevole.
Normalmente la prima cima di acclimatamento, lasciati gli impianti di Zermatt o Cervinia, è il Breithorn occidentale (4165) cui segue la lunga traversata in direzione Castore (4221) e Polluce (4084) per raggiungere il rifugio Guide Valle d'Ayas dove si trascorre la prima notte.
Il secondo giorno, salita la parete ovest del Castore, si raggiunge cavalcando in discesa la bellissima cresta est il rifugio Sella.
IL terzo giorno si scavalca il Naso del Lyskamm (4271) passando per il suo versante sud ovest oppure per il colle della Fronte a seconda delle condizioni; è questa forse la tappa tecnicamente più difficile dell'intero raid. Si prosegue quindi in direzione della traccia per il rifugio Capanna Margherita nei pressi del Colle Vincent.
Se si arriva di buon ora e le gambe sono ancora in forma si può salire la Piramide Vincent (4213) prima di scendere ai rifugi Mantova o Gnifetti.
Il quarto giorno l'obbiettivo è la capanna Margherita il rifugio più alto d'europa situato sulla Punta Gnifetti a 4554mt.
Per arrivarci ci si può sbizzarrire e salire le numerose punte di 4000 metri che si incontrano: Balmenhorn (dove c'è la statua del Cristo delle Vette e il bivacco Giordano), Corno Nero, Ludwigshohe, Punta Parrot, Zumstein.
Dormire a oltre 4000 metri di quota è senza dubbio un'esperienza meravigliosa e, se si è fortunati con il tempo, la sera, oltre che alla succulenta cena, sono serviti da madre natura tramonti che rimarranno a lungo impressi nella mamoria.
L'ultimo giorno si scende in direzione Zermatt attraversando il Grenzgletscher, per raggiungere prima la nuova Monterosahütte e poi i trenino del Gornetgrat che riporta a Zermatt a bere una meritata birra in piazza; passare ai piedi della parete nord dei Lyskamm è uno spettacolo! ma anche attraversare il Grenz richiede sempre una certa attenzione.
Questa estate insieme a Bala Chandra e Julian, ho avuto il piacere di ripercorrere questa splendida scorpacciata di 4000 e si sa le montagne sono come le ciliege: una tira l'altra!
Scritto alle 19:57 nella Alpi, Alta montagna, Mountain Kingdom, Paolo Tombini | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
Materiali, manovre e tecniche per affrontare al meglio l’alpinismo e l’arrampicata
Le guide di Mountain Kingdom Paolo, Luca e Carlo hanno da poco dato alla stampa un manuale di sicurezza edito dalla casa editrice Versante Sud.
Il concetto di sicurezza applicata a un ambiente, quello della montagna e delle pareti di ogni dimensione, complesso e per sua natura mai esente da pericoli oggettivi anche importanti, può suonare come un paradosso.
Questo manuale infatti, non è un “ricettario della montagna sicura” né tantomeno vuole diventare “il manuale dell'alpinista del nuovo millennio”.
Esso descrive semplicemente tecniche e materiali, il loro utilizzo e la loro applicazione in ambiente.
I neofiti, ma anche chi già conosce e utilizza le nozioni qui illustrate, potranno trarre spunti e consigli utili per affrontare al meglio l'alpinismo e l'arrampicata.
All'interno del manuale ogni argomento trattato, sia esso un materiale oppure una tecnica di progressione, un nodo o altro, viene analizzato essenzialmente seguendo uno schema ben preciso e riconoscibile in tutti i capitoli.
Si parte dalla “situazione di utilizzo” che corrisponde all'uso di quel materiale o di quella tecnica nell'ambiente più appropriato.
“Costruzione” si riferisce in particolare ai nodi e alle manovre, ma anche più in generale ai vari argomenti; tutto viene spiegato con l'ausilio di foto e schemi.
Sono poi elencate le “caratteristiche tecniche”, sia dei materiali in maniera particolare, ma anche più genericamente con riferimento agli altri argomenti.
Nelle pagine trovano spazio numerosi riquadri e finestre evidenziati a seconda della loro utilità; al loro interno si trovano spiegazioni chiare su eventuali errori di utilizzo, note curiose o storiche, suggerienti dettati dalla pratica e avvertimenti per evitare situazioni potenzialmente pericolose.
Scritto alle 21:21 nella Alta montagna, Arrampicata, Carlo Gabasio, Luca Macchetto, Mountain Kingdom, Paolo Tombini | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
La valle di Gressoney, non ha certo bisogno di presentazioni per gli appassionati della montagna, i 4000 del Rosa, uno dei comprensori sciistici più belli e adatti al freeride delle alpi, falesie per arrampicare con alcune delle vie più dure d'italia, cascate di ghiaccio, insomma un terreno di gioco ideale ad ogni livello e in ogni stagione, immerso in un ambiente naturale unico, senza dimenticare la sopravvissuta cultura Walser, che dire, quasi un gioiello.
Noi biellesi, che abitiamo appena al di qua dello spartiacque della valle, quasi cugini geograficamente, abbiamo l'abitudine di battere spesso questa valle, forse perchè è la prima che incontriamo quando andiamo in Val d'Aosta ma anche e sopratutto per quello che ci offre.
Le condizioni del ghiaccio quest'anno, complici le abbondanti piogge invernali e la lungimiranza di attivi locals, sono a Gressoney davvero eccezionali, si sono formati bene i flussi classici, ma anche candele di rara formazione come ad esempio la “chandelle Mirelle” che anche se non proprio per neofiti, data la strategica posizione situata vicino a un'altra ormai superclassica come “bonne annee” riceve quotidianamente la visita di qualche cordata.
Queste cascate insieme alla “Y”, “alpenzu'”, “Yolanda”,”la Ciampa” e numerose altre hanno avvicinamenti molto ridotti, che facilitano, oltre la gioia dei climber più pigri, la possibilità di concatenarne un paio in giornata, per trascorrere quindi intense giornate di arrampicata in un ambiente comunque relativamente “easy”.
Ma non si disperi chi ama l'avventura e non gradisce la compagnia di altri scalatori, esistono colate raggiungibili con non meno di 2 ore di cammino e pericoli oggettivi da non sottovalutare, insomma quelle belle giornate piene che si iniziano a gustare appieno solo dopo aver nuovamente raggiunto la macchina!
Dove non è arrivata la natura, ci hanno pensato due fortissimi e simpatici locals e guide alpine, ovvero Alex Busca e Alberto “silver” Silvestri. Deviando con dei tubi l'acqua di due cascate hanno creato dei veri gioielli.
Il primo è la falesia di LysBalma, dove già si scalavano vie di drytooling e una candela naturale, ma che ora riveduta e corretta offre candele alte fino a sessanta metri, che sembrano cattedrali ghiacciate, una delizia per i palati più fini.
La seconda è O.G.M. Un bel mostro ghiacciato alto un centinaio di metri e ben visibile da Gressoney La Trinitee.
Vorrei ancora darvi un paio di consigli se intendete recarvi a scalare in questa zona, il primo naturalmente è legato alla sicurezza: le condizioni del ghiaccio e il pericolo di valanghe sulle cascate sono due fattori da valutare attentamente, non esitate a contattarmi se volete conoscere le condizioni delle cascate aggiornate, e leggete attentamente i bollettini nivometeorologici prima di partire.
Il secondo riguarda l'attrazzatura. I materiali nell'arrampicata su ghiaccio si sono evoluti molto negli ultimi anni e agevolano il gesto rendendo “umane” pendenze anche sostenute quando non verticali senza dover avere per forza le braccia di superman.
Anche il vestiario è molto importante, io di solito mi vesto a strati potendo così facilmente ripararmi anche dal freddo più intenso, aggiungendo magari un piumino sotto a un guscio Montura leggero. Stesso discorso per i pantaloni, un guscio leggero sopra ai Vertigo pesanti mi garantiscono, calore, totale impermeabilità e traspirazione uniti a leggerezza e libertà di movimento assolutamente indispensabile per arrampicare.
Le mani devono essere calde ma mantenere precisione e sensibilità, così sotto i guandi rinforzati Montura in pelle leggera metto un paio di guanti termici sottili riuscendo a manipolare chiodi, corde e moschettoni senza problemi.
Per le calzature ho scelto il modello Batura de La Sportiva, molto caldo e imbottito ma incredibilmente preciso nell'arrampicata.
Buone scalate a tutti e non dimenticate di guardare le nostre foto!
Paolo
Scritto alle 12:46 nella Alpi, Cascate di ghiaccio, Mountain Kingdom, Paolo Tombini | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Il vallone della Gragliasca, che da Rosazza porta all'omonimo colle, è forse uno degli angoli più selvaggi e miteriosi delle alpi biellesi.IL Colle della Gragliasca si apre tra la Punta della Gragliasca e la Punta della Gran Gabe e fa parte del crinale che dalla Punta Tre Vescovi prosegue verso sud,dividendo il Biellese dalla Valle del Lys. La splendida mulattiera lastricata, che lo raggiunge dal versante biellese fu realizzata a fine ottocento da Federico Rosazza, i lavori iniziarono il 26 luglio 1886 ad opera di 24 scalpellini, 6 muratori, 8 garzoni e 38 donne portatrici. Camminando carichi come muli, con gli zaini pieni di corde, spit, batterie e trapano il nostro pensiero è andato in modo particolare a quelle donne,in un certo senso antesignane della nostra professione, che svolgevano già allora in un certo qual modo il ruolo di guide alpine, facilitando i commerci allora molto fiorenti con la Valle d'Aosta. Quanta fatica trasportare gerle ancora più pesanti dei nostri zaini, ci è piaciuto immaginarle passare sotto al Campanile di San Giovannino, già ben visibile da Pian Maia, la bella radura posta poco sopra l'incantevole borgo di Desate. Il loro sguardo forse accarezzava quel torrione di gneiss, chissà se avrebbero voluto abbandonare momentaneamente quei gravi per fuggire al dolore degli spallacci e rincorrere il panorama che si gode dalla cima.
Sono incredibili le incisioni rupestri realizzate dagli abili scalpellini, raffigurano leggende, il santo protettore della valle (San Giovanni Battista) ed originali scritte di saluto. In questo selvaggio vallone le antiche leggende portano fino ai giorni nostri l'eco del mitico uomo selvaggio(om salvei) che abitava qui le grotte e gli angusti anfratti ma che conosceva l'arte di lavorare il latte; lui no, non lo abbiamo immaginato a scalare, probabilmente osservandoci da lontano incuriosito da quella strana attrezzatura che ci siamo portati appresso ci ha spiati per un po' , prima di sparire squotendo la testa nel bosco.
Il Campanile Di San Giovannino, è una bella torre rocciosa alta circa 200 metri stranamente rimasta nell'oblio almeno dal punto di vista alpinistico fino ai giorni nostri. Il ritrovamento verso la cima di qualche chiodo poco distante dal tracciato di una delle vie che abbiamo aperto, testimonia il fatto che qualcuno, già prima di noi sia stato attratto dalla sua forma slanciata, ma nessuna relazione scritta è rimasta a descriverne le salite.
Sia l'accesso che l'arrampicata delle vie rispecchiano un po' le caratteristiche di questa meravigliosa valle, dopo circa un'ora di cammino salendo da Rosazza e seguendo il sentiero E30 si arriva quasi sotto la mole del Campanile di San Giovannino, in corrispondenza di un ometto si abbandona la mulattiera e si segue una traccia di sentiero sulla destra (segnavia rossi) che risalendo una ripida gola conduce in breve all'attacco delle vie. Il terreno qui è esposto, qualche tratto attrezzato facilita la progressione ma se umido o bagnato, necessita attenzione nell'affrontarlo.
Abbiamo battezzato le due vie “Giampi” e “Simonetti” , lunghe fino a 200 metri sono attrezzate dal basso con fix da 10mm e catene per le calate in corda doppia, offrono difficoltà classiche, ma necessitano comunque una buona padronanza del grado proposto, e l'abitudine all'arrampicata su terreni d'avventura.
Sul sito di Mountain Kingdom sono comunque disponibili le relazioni dettagliate degli itinerari.
Giampaolo Simonetti è stato un grande scialpinista e alpinista biellese, la valle del Cervo in particolare è stata teatro della sua grande passione verso queste nostre montagne, così belle e selvagge.
La famiglia di Giampaolo, ha voluto così ricordarlo finanziando il materiale e l'opera di chiodatura di questo angolo del biellese rimasto a nostro parere per troppo tempo sconosciuto. Quando io e Carlo siamo giunti in cima, avendo attrezzato queste due belle vie, dopo un bell'abbraccio ci siamo guardati intorno, era una bella e tersa giornata autunnale, il sole ancora caldo, lo sguardo copriva tutta la valle Cervo fino a un angolo di pianura in lontananza, la cima del Bo sembra di toccarla, “si”, abbiam pensato, “queste sono proprio le montagne di Gianpaolo”.
Paolo Tombini e Carlo Gabasio, guide alpine
Scritto alle 12:42 nella Alpi, Arrampicata, Carlo Gabasio, Mountain Kingdom, Paolo Tombini | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
Scritto alle 13:26 nella Alta montagna, Andrea Viano, Arrampicata, Carlo Gabasio, Cascate di ghiaccio, Cesare Cesa Bianchi, Escursionismo, Freeride, Heliski, Lorenzo Naddei, Luca Macchetto, Mountain Kingdom, Paolo Tombini, Racchette da neve, Renato Bernard, Sci safari, Scialpinismo, Spedizioni alpinistiche, Trekking, Vie ferrate | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Ecco finalmente il calendario inverno - primavera 2011 delle nostre proposte di freeride, scialpinismo e ghiaccio.
Tutte le schede dei nostri programmi, complete di descrizione dettagliata e i prezzo, sono on line sul nostro sito www.mountainkingdom.net. Incominciate a sognare e a fare programmi!
Scritto alle 18:56 nella Andrea Viano, Carlo Gabasio, Cascate di ghiaccio, Cesare Cesa Bianchi, Freeride, Heliski, Luca Macchetto, Mountain Kingdom, Paolo Tombini, Renato Bernard, Sci safari, Scialpinismo | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
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