La valle di Gressoney, non ha certo bisogno di presentazioni per gli appassionati della montagna, i 4000 del Rosa, uno dei comprensori sciistici più belli e adatti al freeride delle alpi, falesie per arrampicare con alcune delle vie più dure d'italia, cascate di ghiaccio, insomma un terreno di gioco ideale ad ogni livello e in ogni stagione, immerso in un ambiente naturale unico, senza dimenticare la sopravvissuta cultura Walser, che dire, quasi un gioiello.
Noi biellesi, che abitiamo appena al di qua dello spartiacque della valle, quasi cugini geograficamente, abbiamo l'abitudine di battere spesso questa valle, forse perchè è la prima che incontriamo quando andiamo in Val d'Aosta ma anche e sopratutto per quello che ci offre.
Le condizioni del ghiaccio quest'anno, complici le abbondanti piogge invernali e la lungimiranza di attivi locals, sono a Gressoney davvero eccezionali, si sono formati bene i flussi classici, ma anche candele di rara formazione come ad esempio la “chandelle Mirelle” che anche se non proprio per neofiti, data la strategica posizione situata vicino a un'altra ormai superclassica come “bonne annee” riceve quotidianamente la visita di qualche cordata.
Queste cascate insieme alla “Y”, “alpenzu'”, “Yolanda”,”la Ciampa” e numerose altre hanno avvicinamenti molto ridotti, che facilitano, oltre la gioia dei climber più pigri, la possibilità di concatenarne un paio in giornata, per trascorrere quindi intense giornate di arrampicata in un ambiente comunque relativamente “easy”.
Ma non si disperi chi ama l'avventura e non gradisce la compagnia di altri scalatori, esistono colate raggiungibili con non meno di 2 ore di cammino e pericoli oggettivi da non sottovalutare, insomma quelle belle giornate piene che si iniziano a gustare appieno solo dopo aver nuovamente raggiunto la macchina!
Dove non è arrivata la natura, ci hanno pensato due fortissimi e simpatici locals e guide alpine, ovvero Alex Busca e Alberto “silver” Silvestri. Deviando con dei tubi l'acqua di due cascate hanno creato dei veri gioielli.
Il primo è la falesia di LysBalma, dove già si scalavano vie di drytooling e una candela naturale, ma che ora riveduta e corretta offre candele alte fino a sessanta metri, che sembrano cattedrali ghiacciate, una delizia per i palati più fini.
La seconda è O.G.M. Un bel mostro ghiacciato alto un centinaio di metri e ben visibile da Gressoney La Trinitee.
Vorrei ancora darvi un paio di consigli se intendete recarvi a scalare in questa zona, il primo naturalmente è legato alla sicurezza: le condizioni del ghiaccio e il pericolo di valanghe sulle cascate sono due fattori da valutare attentamente, non esitate a contattarmi se volete conoscere le condizioni delle cascate aggiornate, e leggete attentamente i bollettini nivometeorologici prima di partire.
Il secondo riguarda l'attrazzatura. I materiali nell'arrampicata su ghiaccio si sono evoluti molto negli ultimi anni e agevolano il gesto rendendo “umane” pendenze anche sostenute quando non verticali senza dover avere per forza le braccia di superman.
Anche il vestiario è molto importante, io di solito mi vesto a strati potendo così facilmente ripararmi anche dal freddo più intenso, aggiungendo magari un piumino sotto a un guscio Montura leggero. Stesso discorso per i pantaloni, un guscio leggero sopra ai Vertigo pesanti mi garantiscono, calore, totale impermeabilità e traspirazione uniti a leggerezza e libertà di movimento assolutamente indispensabile per arrampicare.
Le mani devono essere calde ma mantenere precisione e sensibilità, così sotto i guandi rinforzati Montura in pelle leggera metto un paio di guanti termici sottili riuscendo a manipolare chiodi, corde e moschettoni senza problemi.
Per le calzature ho scelto il modello Batura de La Sportiva, molto caldo e imbottito ma incredibilmente preciso nell'arrampicata.
Buone scalate a tutti e non dimenticate di guardare le nostre foto!
Paolo
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