Non prendete impegni!!!
Far poco pubblicheremo sul sito Mountain Kingdom tutte le nostre proposte per un'estate di grandi salite in alta montagna e fantastiche arrampicate.
Cesare
Non prendete impegni!!!
Far poco pubblicheremo sul sito Mountain Kingdom tutte le nostre proposte per un'estate di grandi salite in alta montagna e fantastiche arrampicate.
Cesare
Scritto alle 12:10 nella Alpi, Alta montagna, Arrampicata, Carlo Gabasio, Cesare Cesa Bianchi, Dolomiti, Luca Macchetto, Mountain Kingdom, Paolo Tombini | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Spedizione finita, tutti rientrati a casa, tutti in ottime condizioni (compreso Fabio e il suo alluce un po’ surgelato, ma niente di cui preoccuparsi).
Peccato per la cima! l’unica vera delusione di questo viaggio.
Compagni di viaggio
Ci siamo incontrati per la prima volta un po’ a Kathmandu, un po’ a Lhasa e per finire a Tingri, poi abbiamo avuto un mese per conoscerci a fondo, per apprezzarci l’un l’altro o talvolta solo sopportarci, fino a diventare non solo compagni di viaggio, ma amici. E’ lo straordinario risultato di una spedizione a 8000 metri.
Gli himalayisti:
Fabio – passione per lo sci ripido, gran cuore, determinazione e allegria; grandi progetti insieme per il futuro
Marco – romano doc, un po’ incazzoso, ma sempre disponibile ad aiutare e grinta a non finire
Mario – toscano doc, tranquillo, riservato, ma non molla mai, con il suo passo arriva dapertutto
Roberto – superguida alpina, esuberante e scatenato sia sulla montagna che al campo base
I trekkers:
Giorgio – poca esperienza e allenamento pagati con fatiche sovraumane, ma gran compagno di viaggio
Paolo – grande performance al campo 1; con Fabio e Roberto un trio incontenibile
Silvano – 4° viaggio al Cho Oyu (in vetta nel 2009), amico fraterno e pilastro di MK.
Logistica e organizzazione
Penso di non sbagliare dicendo che sono state super, Mountain Kingdom si conferma leader indiscusso per la qualità dei servizi e la bravura dei collaboratori.
Il nostro corrispondente nepalese Damber Parajuli e la sua Prestige Adventure Ltd, onestà e professionalità ad altissimo livello
Santa Gurung – eccezionale cuoco nepalese, fa veri miracoli con la cucina da campo conoscendo le esigenze dei palati italiani
Tshiring Jangbu Sherpa – guida nepalese, ogni anno più forte e bravo, per me insostituibile collaboratore con cui condividere non solo le fatiche della salita, ma anche le decisioni più delicate per tentare di raggiungere la vetta
La nostra super tenda mensa al campo base (Ferrino Colle Sud, versione grande)
La salita
L’abbiamo preparata con cura, con un programma di acclimatazione e una strategia di salita azzeccati e i risultati si sono visti: mai un mal di testa, un raffreddore, una bronchite, mai senza appetito, sempre dormite da orsi in letargo, pochi ma efficaci su e giù dal campo base ai campi alti, quindi alla fine ottimi allenamento e acclimatazione per il tentativo alla vetta ovviamente senza ossigeno.
Prudente e saggia la ritirata del 24 settembre: chi è rimasto in alto, con la bufera e la grande nevicata, è poi tornato a casa o ci ha lasciato le penne (1 morto per esaurimento e 1 per valanga).
Corretta, almeno sulla carta, la tattica per il tentativo alla vetta del 2 ottobre, equilibrato mix fra voglia di salire e prudenza (presenza di lastrone da vento sotto la spalla a 7900 metri, assenza di traccia e corde fisse oltre il campo 3, previsioni buone per l’1 e il 2 ottobre).
Purtroppo il meteo ci ha messo lo zampino e la notte fra l’1 e il 2 si è alzato un vento fortissimo (80-100 km/h) che ci ha fatto desistere (senza ossigeno in quelle condizioni si rischia molto di riportare congelamenti); poi il 3 di nuovo calma piatta, ma dal 4 è ripartito il vento.
Con il senno di poi … avremmo potuto tentare l’1 o meglio ancora il 3.
Fantastica la performance di Fabio salito sci in spalla fino a 8100 metri (si è giustamente fermato per rischio congelamento ai piedi) e sceso sci ai piedi lungo la ripida e spettacolare variante Messner: una prima di assoluto valore.
Marco, Mario, Tshiring e io siamo stati invece fermati al campo 3 (7546m) dalla bufera: delusione e giusta incazzatura perché eravamo a posto e carichi per salire in vetta.
Molti sono saliti in vetta, molti con l’ossigeno, molti hanno avuto problemi di congelamenti (alcuni anche gravi), 2 sono morti: un 8000, anche tecnicamente facile come il Cho Oyu, non è uno scherzo e può essere tentato e salito solo con una solida organizzazione, una guida esperta e una buona dosa di fortuna.
I cinesi
Inaffidabili e arroganti: la CTMA (Chinese Tibetan Mountaineering Association) cambia le regole e i prezzi anche una settimana prima della spedizione, inaccettabile! Per non parlare del servizio (a pagamento) di apertura e attrezzatura della via fino in vetta che poi sistematicamente non fornisce; quest’anno, dopo aver incassato una cifra davvero considerevole (circa USD 20000) e dopo molte insistenze da parte di tutte le spedizioni presenti, i cinesi hanno aperto e attrezzato la via solo fino al campo 3.
Potenti e intraprendenti: con uno spiegamento di mezzi e di persone (tibetani e cinesi) impressionante stanno realizzando una strada che dovrebbe collegare il Tibet con il Khumbu (Nepal) attraverso il Nampa La 5750m; sono ormai arrivati nei pressi del campo base e dall’anno prossimo temo che chi verrà da queste parti arriverà al campo base in jeep e dovrà fare i conti con il rumore e l’inquinamento di ruspe, scavatori e di camion. E’ la fine di un ambiente naturale superbo e delle spedizioni al Cho Oyu!
“Guidare” a 8000 metri
Sugli 8000 si vede di tutto e di più, anche fra le guide. Ho visto guide che pensano solo a salire per se stesse lasciando i clienti nelle mani (per fortuna in genere capaci) degli sherpa o peggio abbandonati a se stessi, ho visto guide con 18 clienti, ho visto guide che devono rinunciare a salire per problemi di quota.
E poi, corda o non corda? guida avanti o dietro ai clienti, primo o ultimo?
Certamente guida esperta, non al suo primo 8000, poi guida a 360° ancora più che sulle nostre montagne, stratega e tattico, consigliere e confidente, organizzatore e ovviamente operativo sul terreno.
Questo il nostro Cho Oyu 2011.
Dal 2012 abbandoneremo il Cho Oyu per il Manaslu 8156m (Buri Gandaki, Nepal), per ritrovare ambienti naturali incontaminati, per offrire nuovi obbiettivi ai nostri affezionati himalayisti, per alleggerirci della “zavorra” cinese e per aiutare la crescita dei nepalesi.
Manaslu: un 8000 un po’ più lungo e impegnativo, ma comunque alla portata di chi ama l’alta montagna e organizzato con ormai proverbiale esperienza e professionalità da Mountain Kingdom.
Cesare Cesa Bianchi
Scritto alle 14:50 nella Alta montagna, Cesare Cesa Bianchi, Mountain Kingdom, Nepal, Spedizioni alpinistiche, Tibet, Trekking | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Nei mesi di settembre e ottobre si possono fare ancora bellissime ascensioni in alta montagna (scarica ALTA MONTAGNA AUTUNNO) e arrampicate su calcare e granito (scarica ARRAMPICATE AUTUNNO).
L'estate volge al termine, ma i mesi autunnali di settembre e ottobre offrono giornate splendide e condizioni perfette su monti e vie.
Menu à la carte: proponete voi stessi o scegliete fra le numerose proposte o, ancora, lasciatevi consigliare dalle nostre guide.
Info: scrivete a info@ guidemk.it
Scritto alle 22:09 nella Alpi, Alta montagna, Arrampicata, Dolomiti, Mountain Kingdom, Vie ferrate | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
20 agosto
Veloce salita alla cabane des Vignettes 3157m, come sempre con Francesco; sole, gran caldo, sudore e sete. Ma poi in capanna accoglienza davvero super: birretta tanto per cominciare, poi cena ottima e camera delle guide per entrambe. Complimenti e grazie al collega e gestore Jean-Michel Bournissen.
21 agosto
Partenza alle 5.15, in due ore siamo in cima alla Pigne d’Arolla 3796m dove ci godiamo un’alba stupenda e il primo sole, poi giù veloci al col de la Serpentine 3450m da dove saliamo in vetta al Mont Blanc de Cheilon 3870m lungo la divertente e aerea cresta est: un po’ di neve e molta roccia.
Dalla vetta scendiamo direttamente sul col de Cheilon, attraversiamo fino al pas des Chèvres e infine giù fino ad Arolla e a una gigantesca panaché.
Tempo splendido, ma che caldo!
Finalmente una gita in maniche corte, ovviamente Montura, e scarpe leggere, Trango S Evo de La Sportiva; sole abbagliante, l’ideale per i miei Elevation Clima cool di Adidas, e ultima gita per il mio zaino Ferrino che va in pensione dopo anni di ottimo servizio.
Le foto!
Cesare Cesa Bianchi e Francesco Kluzer
Scritto alle 12:27 nella Alpi, Alta montagna, Cesare Cesa Bianchi, Mountain Kingdom | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Indimenticabile cavalcata - una cresta sospesa sul vuoto
15 agosto
Saliamo con i mezzi fino al passo Salati, poi, per acclimatarci proseguiamo a piedi attraverso lo Stolemberg fino alla capanna Gnifetti; dopo esserci sistemati riprendiamo gli scarponi e saliamo 200 metri in direzione del colle del Lys per perfezionare il nostro allenamento. Cena speciale in rifugio, l’idea di organizzare saletta, servizio al tavolo e stoviglie di ceramica per le guide con i propri clienti è davvero bella.
16 agosto
Tempo splendido e luna quasi piena. Partiamo alle 5.15 e in meno di due ore siamo all’attacco dell cresta; la cresta è affilatissima ed espostissima, ma in perfette condizioni; procediamo di conserva fino in vetta al Lyskamm orientale, attraversiamo al Lyskamm occidentale e poi giù molto ripidamente fino al rifugio Sella dove arriviamo alle 12.30. Riposo con pranzetto e poi di nuovo giù fino alla Bettaforca e a Stafal.
L'attrezzatura dei nostri sponsor, dalle scarpe de La Sportiva all'abbigliamento Montura, dagli occhiali Adidas a zaino Ferrino e imbracatura DMM, come sempre è stata perfetta.
Gita bellissima e grazie alle mie due compagne di cordata: Anna ed Elisabetta.
E non perdete le foto!
Cesare
Scritto alle 16:48 nella Alpi, Alta montagna, Cesare Cesa Bianchi, Mountain Kingdom | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Cavalcata sui 4000 vallesani con Paolo Tombini, Janye e Steve
Quando lunedì 8 agosto da Stalden nel Vallese, imbocchiamo la valle di Saas il cielo è ancora carico di pioggia dell'ennesima perturbazione di questa estate pazzerella, ma il meteo parla chiaro ci aspetta una settimana di alta pressione e temperature fresche.
In realtà non tutti i mali vengono per nuocere, le perturbazioni del mese passato hanno creato in quota delle condizioni pressochè fantastiche: neve dura ben assestata e portante che su certe salite in questo periodo agevola notevolmente la progressione, rendendole più facili e sicure rispetto le normali condizioni che solitamente si hanno in agosto.
Janye e Steve vengono rispettivamente da Oxford e NewCastle, sono molto “fit”, ma chiaramente prima di lanciarsi a rincorrere l'aria sottile dei 4000, devono acclimatarsi un minimo, così dopo aver raggiunto la Weissmieshütte da Saasgrund, nel pomeriggio saliamo la cima dello Jagihorn 3206m.
Questo corno davvero elegante, facilmente raggiungibile in un paio d'ore dal rifugio è il classico gioiellino svizzero: una ferrata aerea e entusiasmante sulla cresta est, varie vie attrezzate lunghe sui 200 metri sulla parete nord oppure la bella normale che abbiamo salito noi, per poter avere un colpo d'occhio meraviglioso sulle montagne di Saas Fee.
La mattina seguente come da previsioni il tempo è tornato bellissimo, la Weissmies è una salita su ghiaccio classicissima, anche se il gelido e teso vento da nord che ci accompagna per tutta l'ascesa ci ricorda che bastano le sferzate di neve gelida in faccia a complicare le cose, e che anche le montagne più “facili” non si lasciano salire fischiettando.
In questi frangenti, al calduccio nella mia giacca imbottita Montura e nei miei Batura di La Sportiva, ringrazio vivamente i nostri sponsor per i materiali sempre altamente performanti che ci mettono a disposizioni per il nostro lavoro e per la nostra passione.
Il Lagginhorn se vogliamo è una montagna un po' sfigata! (scusate l'espressione). Malgrado che per dieci metri sia a pieno diritto nel club dei 4000 ha fama di essere un cumulo di sfasciumi da salire se non altro per cancellarlo dalla lista. Io mi sono ricreduto, forse causa o fortuna di averlo trovato ricoperto di neve negli ultimi 500 metri condizione aggiunta che mi ha comunque regalato una bella salita.
Ho visto poi cordate che arrivavano sia dalla cresta nord che dalla cresta ovest che rimangano entrambe vie a mio parere da tenere in considerazione qualora si voglia raggiungere la cima di questa montagna.
Gli ultimi due giorni di questa settimana a Saas li abbiamo dedicati al gruppo dei Mischabel, l'incredibile spartiacque tra la valle di Saas e la valle di Zermatt, e più precisamente al Nadelhorn, la salita più classica dal versante di Saas.
Finalmente giunti alla Mischabelhütte dopo aver cavalcato l'infinito sperone attrezzato su cui corre il sentiero, incontriamo oltre che un'accoglienza deliziosa, tantissimi alpinisti dalle intenzioni bellicose, Nadelgrat (salita anche dal nostro Luca la settimana passata), Lenzgrat, parete NE della Lenzspitze e Nadelhorn.
Il meteo perfetto e queste condizioni non mentono e chi desiderava magari da tempo queste salite non se le lascia scappare!
Ma che montagne! Semplicemente meravigliose! Cavalcare queste creste a fil di cielo è un piacere primordiale per ogni alpinista e raggiunta la macchina dopo la discesa si iniziano a contare i giorni che separano alla prossima salita. Guardate le nostre foto!
Paolo Tombini
Scritto alle 17:34 nella Alpi, Alta montagna, Mountain Kingdom, Paolo Tombini | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Il Monte Rosa con Paolo Tombini
Sarà che il Monte Rosa, o per meglio dire uno spicchio di esso, è visibile anche dalla finestra del mio balcone, sarà forse il piacevole ricordo dei tanti giorni passati al rifugio “Margherita”, nel quale ho lavorato in passato per due stagioni, ma tutte le volte che ritorno su queste splendide cime, provo un magico “deja vue”, che mi fa vivere momenti speciali sulle creste, cime e ghiacciai di questo splendido gruppo montuoso.
Il massiccio del Monte Rosa si trova nelle alpi Pennine, a cavallo tra Italia e Svizzera, è il più esteso delle Alpi e secondo per altezza, inoltre, tra ufficiali e non, conta 24 vette che oltrepassano i quattromila metri.
La sua famosa parete est, sopra Macugnaga è l'unica di tutte la Alpi, che porta senza troppo imbarazzo l'aggettivo di “himalayana” per le sue dimensioni e difficoltà alpinistiche.
In cinque giorni partendo da Zermatt o Cervinia, è possibile effettuare uno splendido raid alpinistico che solitamente dagli alpinisti stranieri viene chiamato “spaghetti tour”, in onore dell'ottima ospitalità e sopratutto della buona cucina che i rifugi italiani sanno offrire e che durante una settimana passata in quota è un valore aggiunto davvero piacevole.
Normalmente la prima cima di acclimatamento, lasciati gli impianti di Zermatt o Cervinia, è il Breithorn occidentale (4165) cui segue la lunga traversata in direzione Castore (4221) e Polluce (4084) per raggiungere il rifugio Guide Valle d'Ayas dove si trascorre la prima notte.
Il secondo giorno, salita la parete ovest del Castore, si raggiunge cavalcando in discesa la bellissima cresta est il rifugio Sella.
IL terzo giorno si scavalca il Naso del Lyskamm (4271) passando per il suo versante sud ovest oppure per il colle della Fronte a seconda delle condizioni; è questa forse la tappa tecnicamente più difficile dell'intero raid. Si prosegue quindi in direzione della traccia per il rifugio Capanna Margherita nei pressi del Colle Vincent.
Se si arriva di buon ora e le gambe sono ancora in forma si può salire la Piramide Vincent (4213) prima di scendere ai rifugi Mantova o Gnifetti.
Il quarto giorno l'obbiettivo è la capanna Margherita il rifugio più alto d'europa situato sulla Punta Gnifetti a 4554mt.
Per arrivarci ci si può sbizzarrire e salire le numerose punte di 4000 metri che si incontrano: Balmenhorn (dove c'è la statua del Cristo delle Vette e il bivacco Giordano), Corno Nero, Ludwigshohe, Punta Parrot, Zumstein.
Dormire a oltre 4000 metri di quota è senza dubbio un'esperienza meravigliosa e, se si è fortunati con il tempo, la sera, oltre che alla succulenta cena, sono serviti da madre natura tramonti che rimarranno a lungo impressi nella mamoria.
L'ultimo giorno si scende in direzione Zermatt attraversando il Grenzgletscher, per raggiungere prima la nuova Monterosahütte e poi i trenino del Gornetgrat che riporta a Zermatt a bere una meritata birra in piazza; passare ai piedi della parete nord dei Lyskamm è uno spettacolo! ma anche attraversare il Grenz richiede sempre una certa attenzione.
Questa estate insieme a Bala Chandra e Julian, ho avuto il piacere di ripercorrere questa splendida scorpacciata di 4000 e si sa le montagne sono come le ciliege: una tira l'altra!
Scritto alle 19:57 nella Alpi, Alta montagna, Mountain Kingdom, Paolo Tombini | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
Buone condizioni in alta montagna in tutti i principali massicci; solamente il meteo non si è ancora stabilizzato, alternando momenti di bel tempo a periodi con forti temporali.
Come inizio stagione siamo stati in Vallese, nel Monte Rosa e nel Monte Bianco.
26-27/06
Bellissima gita al Bishorn nel Vallese Svizzero. Cima facile e perfetta come primo 4000 di allenamento per progetti più ambiziosi. Impagabile panorama sulla cresta nord del Weisshorn e sulle cime di 4000m del Vallese.
Gita con Dino, Silvia, Massimo, Giorgio, Giovanni Paolo, Ivano. Guida Alpina Luca Macchetto
28/06-01/07
4 giorni a Chamonix con obbiettivo la vetta del M. Bianco
1°giorno
Cresta dei Cosmiques sempre bella
2°giorno
Scuola di roccia nella storica e famosa falesia dei Galliand. Il programma prevedeva di salire al rifugio Gouter, ma i possibili temporali ci hanno fatto rimandare di un giorno la salita.
Giovedi e Venerdi con Nathan salita al Refuge du Gouter e poi successiva salita alla vetta del M.Bianco. Ottime condizioni.
Un giorno di riposo e domenica e lunedi con Dino e Ivano siamo nuovamente saliti al Refuge du Gouter, per una nuova salita al Bianco. Dopo la ritirata dello scorso anno, causa tempo pessimo, questa volta la cima è raggiunta. Condizioni perfette, la temperatura non troppo bassa ci ha permesso di rimanere in cima circa 20 minuti.
Domenica 10/07
Punta Parrot con Giovanni Paolo
Partenza con cielo sereno da Punta Indren, ma poco prima di arrivare in vetta ci siamo ritrovati nelle nuvole che non ci hanno permesso di ammirare lo splendido panorama!Peccato!
Equipaggiamento:
Giacca Montura Magic, leggera ottima protezione e impermeabilità;
Guanti Montura Ski Glove, caldi, insuperabili quando le condizioni diventano severe; guanti Montura Work glove ottimi per le manovre di corda;
A contatto con la pelle l'intimo del nostro nuovo partner Rewoolution, 100% lana merinos;
Per gli avvicinamenti la T-shirt manica corta, peso 140, leggera e con ottima traspirabilità. Il giorno della salita, intimo manica lunga peso 190, calda e confortevole;
Occhiali: gli inseparabili Adidas Terrex;
Scarponi: La Sportiva Batura per il Monte Bianco, Trango Evo per le altre gite;
Inseparabile compagno ormai in tutte le salite il GPS Garmin 62TS.
Scritto alle 12:23 nella Alpi, Alta montagna, Luca Macchetto, Mountain Kingdom | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Materiali, manovre e tecniche per affrontare al meglio l’alpinismo e l’arrampicata
Le guide di Mountain Kingdom Paolo, Luca e Carlo hanno da poco dato alla stampa un manuale di sicurezza edito dalla casa editrice Versante Sud.
Il concetto di sicurezza applicata a un ambiente, quello della montagna e delle pareti di ogni dimensione, complesso e per sua natura mai esente da pericoli oggettivi anche importanti, può suonare come un paradosso.
Questo manuale infatti, non è un “ricettario della montagna sicura” né tantomeno vuole diventare “il manuale dell'alpinista del nuovo millennio”.
Esso descrive semplicemente tecniche e materiali, il loro utilizzo e la loro applicazione in ambiente.
I neofiti, ma anche chi già conosce e utilizza le nozioni qui illustrate, potranno trarre spunti e consigli utili per affrontare al meglio l'alpinismo e l'arrampicata.
All'interno del manuale ogni argomento trattato, sia esso un materiale oppure una tecnica di progressione, un nodo o altro, viene analizzato essenzialmente seguendo uno schema ben preciso e riconoscibile in tutti i capitoli.
Si parte dalla “situazione di utilizzo” che corrisponde all'uso di quel materiale o di quella tecnica nell'ambiente più appropriato.
“Costruzione” si riferisce in particolare ai nodi e alle manovre, ma anche più in generale ai vari argomenti; tutto viene spiegato con l'ausilio di foto e schemi.
Sono poi elencate le “caratteristiche tecniche”, sia dei materiali in maniera particolare, ma anche più genericamente con riferimento agli altri argomenti.
Nelle pagine trovano spazio numerosi riquadri e finestre evidenziati a seconda della loro utilità; al loro interno si trovano spiegazioni chiare su eventuali errori di utilizzo, note curiose o storiche, suggerienti dettati dalla pratica e avvertimenti per evitare situazioni potenzialmente pericolose.
Scritto alle 21:21 nella Alta montagna, Arrampicata, Carlo Gabasio, Luca Macchetto, Mountain Kingdom, Paolo Tombini | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Domenica Gita alla Punta Giordani con Danilo, Renata, Flavio, Stefano e Paola. Guida Luca Macchetto
Spettacolare panorama sulle maestose cime del Monte Rosa dalla Piramide Vincent fino alla Margherita e verso la Svizzera in una splendida giornata primaverile; neve bella nonostante il caldo, sciata piacevole e divertente 2200 metri di dislivello fino a fondovalle alla stazione di Stafal. Tutti molto contenti e soddisfatti.
Super occhiali Adidas Terex pro.
Imbrago Mantis Ferrino comodo e leggero pratico per le gite di scialpinismo
Cominciato a utilizzare Garmin GPS 62ST con cartografia inclusa, facile e comodo da usare
Ottime condizioni nelle classiche scialpinistiche del Monte Rosa Punte Margherita e Piramide vincent. Ghiacciaio in ottime condizioni, neve trasformata e discesa ancora possibile fino a stafal, oltre 2000 metri di dislivello. I rifugi sono aperti fino al primo weekend di maggio
vedi le foto
Scritto alle 12:53 nella Alpi, Alta montagna, Luca Macchetto, Mountain Kingdom, Scialpinismo | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
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