Cavalcata sui 4000 vallesani con Paolo Tombini, Janye e Steve
Quando lunedì 8 agosto da Stalden nel Vallese, imbocchiamo la valle di Saas il cielo è ancora carico di pioggia dell'ennesima perturbazione di questa estate pazzerella, ma il meteo parla chiaro ci aspetta una settimana di alta pressione e temperature fresche.
In realtà non tutti i mali vengono per nuocere, le perturbazioni del mese passato hanno creato in quota delle condizioni pressochè fantastiche: neve dura ben assestata e portante che su certe salite in questo periodo agevola notevolmente la progressione, rendendole più facili e sicure rispetto le normali condizioni che solitamente si hanno in agosto.
Janye e Steve vengono rispettivamente da Oxford e NewCastle, sono molto “fit”, ma chiaramente prima di lanciarsi a rincorrere l'aria sottile dei 4000, devono acclimatarsi un minimo, così dopo aver raggiunto la Weissmieshütte da Saasgrund, nel pomeriggio saliamo la cima dello Jagihorn 3206m.
Questo corno davvero elegante, facilmente raggiungibile in un paio d'ore dal rifugio è il classico gioiellino svizzero: una ferrata aerea e entusiasmante sulla cresta est, varie vie attrezzate lunghe sui 200 metri sulla parete nord oppure la bella normale che abbiamo salito noi, per poter avere un colpo d'occhio meraviglioso sulle montagne di Saas Fee.
La mattina seguente come da previsioni il tempo è tornato bellissimo, la Weissmies è una salita su ghiaccio classicissima, anche se il gelido e teso vento da nord che ci accompagna per tutta l'ascesa ci ricorda che bastano le sferzate di neve gelida in faccia a complicare le cose, e che anche le montagne più “facili” non si lasciano salire fischiettando.
In questi frangenti, al calduccio nella mia giacca imbottita Montura e nei miei Batura di La Sportiva, ringrazio vivamente i nostri sponsor per i materiali sempre altamente performanti che ci mettono a disposizioni per il nostro lavoro e per la nostra passione.
Il Lagginhorn se vogliamo è una montagna un po' sfigata! (scusate l'espressione). Malgrado che per dieci metri sia a pieno diritto nel club dei 4000 ha fama di essere un cumulo di sfasciumi da salire se non altro per cancellarlo dalla lista. Io mi sono ricreduto, forse causa o fortuna di averlo trovato ricoperto di neve negli ultimi 500 metri condizione aggiunta che mi ha comunque regalato una bella salita.
Ho visto poi cordate che arrivavano sia dalla cresta nord che dalla cresta ovest che rimangano entrambe vie a mio parere da tenere in considerazione qualora si voglia raggiungere la cima di questa montagna.
Gli ultimi due giorni di questa settimana a Saas li abbiamo dedicati al gruppo dei Mischabel, l'incredibile spartiacque tra la valle di Saas e la valle di Zermatt, e più precisamente al Nadelhorn, la salita più classica dal versante di Saas.
Finalmente giunti alla Mischabelhütte dopo aver cavalcato l'infinito sperone attrezzato su cui corre il sentiero, incontriamo oltre che un'accoglienza deliziosa, tantissimi alpinisti dalle intenzioni bellicose, Nadelgrat (salita anche dal nostro Luca la settimana passata), Lenzgrat, parete NE della Lenzspitze e Nadelhorn.
Il meteo perfetto e queste condizioni non mentono e chi desiderava magari da tempo queste salite non se le lascia scappare!
Ma che montagne! Semplicemente meravigliose! Cavalcare queste creste a fil di cielo è un piacere primordiale per ogni alpinista e raggiunta la macchina dopo la discesa si iniziano a contare i giorni che separano alla prossima salita. Guardate le nostre foto!
Paolo Tombini
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