Il Monte Rosa con Paolo Tombini
Sarà che il Monte Rosa, o per meglio dire uno spicchio di esso, è visibile anche dalla finestra del mio balcone, sarà forse il piacevole ricordo dei tanti giorni passati al rifugio “Margherita”, nel quale ho lavorato in passato per due stagioni, ma tutte le volte che ritorno su queste splendide cime, provo un magico “deja vue”, che mi fa vivere momenti speciali sulle creste, cime e ghiacciai di questo splendido gruppo montuoso.
Il massiccio del Monte Rosa si trova nelle alpi Pennine, a cavallo tra Italia e Svizzera, è il più esteso delle Alpi e secondo per altezza, inoltre, tra ufficiali e non, conta 24 vette che oltrepassano i quattromila metri.
La sua famosa parete est, sopra Macugnaga è l'unica di tutte la Alpi, che porta senza troppo imbarazzo l'aggettivo di “himalayana” per le sue dimensioni e difficoltà alpinistiche.
In cinque giorni partendo da Zermatt o Cervinia, è possibile effettuare uno splendido raid alpinistico che solitamente dagli alpinisti stranieri viene chiamato “spaghetti tour”, in onore dell'ottima ospitalità e sopratutto della buona cucina che i rifugi italiani sanno offrire e che durante una settimana passata in quota è un valore aggiunto davvero piacevole.
Normalmente la prima cima di acclimatamento, lasciati gli impianti di Zermatt o Cervinia, è il Breithorn occidentale (4165) cui segue la lunga traversata in direzione Castore (4221) e Polluce (4084) per raggiungere il rifugio Guide Valle d'Ayas dove si trascorre la prima notte.
Il secondo giorno, salita la parete ovest del Castore, si raggiunge cavalcando in discesa la bellissima cresta est il rifugio Sella.
IL terzo giorno si scavalca il Naso del Lyskamm (4271) passando per il suo versante sud ovest oppure per il colle della Fronte a seconda delle condizioni; è questa forse la tappa tecnicamente più difficile dell'intero raid. Si prosegue quindi in direzione della traccia per il rifugio Capanna Margherita nei pressi del Colle Vincent.
Se si arriva di buon ora e le gambe sono ancora in forma si può salire la Piramide Vincent (4213) prima di scendere ai rifugi Mantova o Gnifetti.
Il quarto giorno l'obbiettivo è la capanna Margherita il rifugio più alto d'europa situato sulla Punta Gnifetti a 4554mt.
Per arrivarci ci si può sbizzarrire e salire le numerose punte di 4000 metri che si incontrano: Balmenhorn (dove c'è la statua del Cristo delle Vette e il bivacco Giordano), Corno Nero, Ludwigshohe, Punta Parrot, Zumstein.
Dormire a oltre 4000 metri di quota è senza dubbio un'esperienza meravigliosa e, se si è fortunati con il tempo, la sera, oltre che alla succulenta cena, sono serviti da madre natura tramonti che rimarranno a lungo impressi nella mamoria.
L'ultimo giorno si scende in direzione Zermatt attraversando il Grenzgletscher, per raggiungere prima la nuova Monterosahütte e poi i trenino del Gornetgrat che riporta a Zermatt a bere una meritata birra in piazza; passare ai piedi della parete nord dei Lyskamm è uno spettacolo! ma anche attraversare il Grenz richiede sempre una certa attenzione.
Questa estate insieme a Bala Chandra e Julian, ho avuto il piacere di ripercorrere questa splendida scorpacciata di 4000 e si sa le montagne sono come le ciliege: una tira l'altra!
Spaghetti is one of my favorite pasta, but I the best for me is the Carbonara Pasta. It's better for me to cook the Carbonara than Spaghetti.
Scritto da: jobs online | 23/08/11 a 17:35
the legislative session winding down, residents are hoping a compromise can be found on the issue.
Scritto da: term papers | 22/04/12 a 13:11