Il mese di aprile per le guide è uno dei periodi più caldi dell'anno, se le condizioni e il tempo sono belli sono più i giorni passati in giro con le pelli, che non quelli per stare a casa oppure per riniziare a scalare sulle tiepide rocce di fondovalle.
Tutto è partito da una telefonata, “Ciao sono il Metta, come va?” è il mio caro amico e collega guida alpina Andrea Mettadelli e spicca subito una proposta davvero allettante: Nord dell'aiguille Verte, via Coluoir Couturier.
Effettivamente qualche giorno di buco mi rimane, in più le condizioni di quella zona del massiccio a fine aprile sono pazzesche così già prima di riagganciare il telefono la partenza è fissata per il sabato mattina successivo.
Le nord del bacino dell'Argentiere sono una delle quinte più suggestive e possenti di tutto il monte bianco, tolgono il fiato dall'alto della loro imponenza. Non esistono vie proprio facili, su queste pareti sono state scritte pagine indimenticabili della storia dell'alpinismo e ancora oggi con le nostre attrezzature moderne e leggere progettate per il ghiaccio e per il misto, anche le più classiche come il Couturier rimangono vie che non si attaccano proprio a cuor leggero.
Il grande Charlet diceva che sulla Verte si diventa alpinisti, e pensare che lui non aveva neanche le punte frontali dei ramponi!
Prendendo la prima benna da Argentiere con gli sci ai piedi in poco più di mezz'ora si è alla crepaccia terminale, la parete illuminata dal sole è davvero affascinante, ma ora è meglio sbrigarsi: è vero che l'isoterma è dalla nostra parte, ma d'altro canto sono le 9.30 del mattino e noi siamo esattamente nello “scarico” naturale di una delle più grandi pareti delle alpi.
La salita dei 900 metri di canale scorre via liscia, siamo molto concentrati sul gesto ripetuto picozza-ramponi, e sebbene le difficoltà tecniche non siano estreme, in questi terreni non è concesso il bis, un errore può essere fatale. Abbiamo caricato gli sci sullo zaino e sinceramente guardo con un po' d' invidia quei bei gioiellini leggeri da gara del “metta”, i miei legni iniziano un po' a segarmi le spalle. Le condizioni sono davvero buone, bella neve pressata che offre tampe invitanti a parte 70 metri di ghiaccio a metà parete.
Man mano che si sale le prospettive cambiano, il vuoto tra gli scarponi aumenta e quando mancano poche decine di metri dall'uscita, un “funambolo” francese mi regala uno spettacolo davvero emozionante:
Con la sua vela volteggia vicino alla parete e arriva a poche decine di metri dal centro del canale prima di allontanarsi con un rumoroso “yuhuuuuuu”.
Arrivare in cima all'Auguille Verte è un momento che regala davvero una bella soddisfazione, il mio socio mi precede di qualche decina di metri, abbiamo il tempo di fare qualche foto e mangiare una barretta e poi via svelti sulla affilata cresta in discesa che conduce alla prima delle doppie del Canale Whimper.
Abbiamo intenzione di tornare a Chamonix prima che faccia buio e da qui la strada è ancora piuttosto lunghetta.
Anche la discesa nel ventre del Whimper non è uno dei momenti più rilassanti che si possano vivere, l'ambiente è grandioso, guardare ma non toccare, via veloci, una piccola slavina ci ricorda che qui non siamo proprio i benvenuti, se mai la Verte benevola rimane indifferente a noi.
Quando la terminale non è più molto distante da noi calziamo finalmente gli sci, la neve non è granchè ma abbiamo voglia di toglierci via anche la pratica whimper e così finalmente possiamo rilassarci i nervi sul ghiacciaio versante Talèfre.
Ma la discesa è ancora lunga, la neve molliccia ormai al collasso primaverile a queste quote, non permette distrazioni, e ancora una volta rimango ammirato dal mio amico Andrea. Ho passato tante giornate in montagna con lui e tente di queste sulla neve. Il suo stile di sciare rimane sempre perfetto, io sto facendo del buon “catenaccio” lui sembra ballare la samba come la nazionale brasiliana!
Passiamo veloci vicino al rifugio Couvercle, molte cordate si fermano qui a bivaccare noi tiriamo dritti, per l'ultimo tratto della Vallee Blanche con gli sci e poi giù a piedi per il sentiero che da Montanverse ci riporta a Chamonix, stanchi ma felici come due bambini per un'altra fantastica giornata che la montagna ci ha regalato
Paolo
Grande Metta e grande Paolo!
Scritto da: ilborghe | 03/02/12 a 10:48