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Scritto alle 17:56 nella Mountain Kingdom, Spedizioni alpinistiche, Tibet | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Tag Technorati: Cho Oyu, Marco Galliano, Mountain Kingdom, Snowboard, Tibet
27 settembre
Giornata di meritato riposo e di programmazione per le prossime mosse.
Domani Silvano (leggero congelamento alle dita del piede destro, niente di grave, ma frequenti pediluvi in acqua calda salata) e Guido partono alla volta di Ktm e di casa; siamo un po' tristi per questa partenza, ma agli impegni di lavoro e famigliari non ci si può opporre.
Annarosa, Marco, Paolo e Cesare restano invece al campo base con programmi decisamente aggressivi: compiere un serio tentativo alla vetta anche con Annarosa e Paolo e magari una ripetizione anche solo parziale con Marco (ancora qualche curva con lo snowboard e qualche ripresa foto e video) e Cesare.
Quindi prevediamo di ripartire per il campo 1 il giorno 29, di salire al campo 2 il giorno 30 e di tentare la vetta l'1 ottobre; poi rapida discesa al campo base il 2 ottobre, preparativi per il ritorno il 3 e partenza per Ktm il 4.
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21 - 25 settembre
Abbiamo salito e sceso con successo il Cho Oyu 8201m. Il 24 settembre Marco con snowboard in spalla e Tshiring Jangbu Sherpa hanno raggiunto la vetta alle ore 9, Silvano con Pasang Gjalze Sherpa hanno raggiunto la vetta alle ore 10, Guido con Cesare hanno raggiunto la vetta alle ore 12.30 ! Marco ha compiuto la prima discesa italiana con lo snowboard !
21 settembre
Partiamo tutti quanti, Annarosa compresa e in ottima ripresa, per il campo 1 (6430m misurati con il gps), complici il bel tempo e un meteo favorevole per i prossimi giorni. Salita senza storia lungo l'ormai noto e devo dire oramai un po' noioso percorso del ghiacciaio Gyabrag e della killer slope.
22 settembre
Di buon ora (intorno alle 8, qui raramente si devono fare delle levatacce) partiamo tutti per il campo 2. Annarosa sale, come da programma di acclimatazione e allenamento, fino a circa 6600 metri , all'inizio delle difficoltà, poi ridiscende fino al campo base. Tutti gli altri salgono fino al campo 2 (7115m come da gps) trasportando il proprio equipaggiamento personale da vetta (sacco piuma, materassino, tuta d'alta quota). Il campo è su un un vasto pianoro, quindi c'è spazio per tutti e il posto dove Pasang e Tshiring montano le nostre tende è veramente comodo e ben scelto. Cena leggera a base di brodo vegetale, riso bollito condito con olio (extravergine d'oliva) e parmigiano reggiano, biscotti, barrette di frutta Kyboom e qualche boccone di parmigiano. Prima di infilarsi nei sacchi piuma per la notte, prepariamo ancora l'acqua per i thermos (con Energy K e Hidrant di Kyboom), poi inizia la lunga notte. In genere a queste quote si resta in tenda 12-14 ore, dalle 16-17 fino alle 7 del mattino, fino a quando arriva il sole a scaldare e asciugare le tende e i loro occupanti, ma non è mai un gran dormire, piuttosto un dormiveglia, un rigirarsi continuo alla ricerca della posizione più comoda e calda e della postura che permetta di respirare il più possibile con il naso, i piedi spesso freddi, la sete che ti prende a ogni risveglio e che non riesci mai a placare veramente perchè non c'è mai veramente una bevanda che ti vada a genio.
23 settembre
Si riparte questa volta per il campo 3 (7510m).
Paolo sale fino a quota 7300 metri, poi decide di rinunciare: un mix di affaticamento fisico e di noia nel dover mettere un piede davanti all'altro per migliaia di volte senza vedere grandi risultati (si cammina così lentamente che sembra di non avanzare mai); ritorna al campo 2 e scende fino al campo 1 da cui tornerà al campo base il 24.
Gli altri raggiungono il campo 3; pendio di neve facile, ma che sembra non finire mai (sono solo 400 metri di dislivello che da noi fanno ridere, ma che qui sono eterni). Qui l'installazione delle tende è molto complessa, ma il lavoro di Tshiring e Pasang è eccezionale e alla fine abbiamo due belle piazzole scavate nel pendio di neve dove posizioniamo una Ferrino Snowbound 1 e una Ferrino Snowbound 2; siamo in 6 ma l'abitabilità di queste tende è veramente eccezionale. Ci prepariamo ad una notte breve quanto gelida in vista della salita alla vetta; per essere più leggeri abbiamo portato solo 3 sacchi piuma (decisione saggia per il risparmio di peso, ma un po' troppo azzardata per la notte prima della vetta (quanto freddo!)
24 settembre
Sveglia alle 23.30 del 23 e partenza al 1.15: quasi due ore per i preparativi, da una tazza di tè alla vestizione di sei persone in uno spazio limitato come quello delle tende d'alta quota (per avere un'idea, altezza 1,25 metri).
Cesare non è molto in forma, patisce il freddo preso durante la notte soprattutto nella zona dello stomaco, vorrebbe ben presto rinunciare, ma grazie ai pacati consigli di Pasang prosegue e man mano migliora (la tuta d'alta quota Montura è fantastica, ma non sostituisce un sacco piuma).
Tshiring è in testa seguito da Marco con il suo snowboard di traverso sullo zaino, poi nel buio seguono Silvano, Cesare, Guido e Pasang; ad un certo punto, alla fine della fascia rocciosa, Cesare invita Silvano e Pasang a procedere al loro ritmo (più veloce) fino in vetta, mentre lui e Guido, più lenti avrebbero seguito fino a dove se la sarebbero sentita. Così dopo ripidi pendii, spesso attrezzati con corde fisse, e il grande plateau sommitale tutti (anche Cesare e Guido, galvanizzati dalla cima che si avvicinava e dalle ritrovate condizioni fisiche) hanno raggiunto la cima.
Marco scende con lo snowboard, sembra volare, ma quanta fatica surfare a 8000 metri: grande performance e enorme gioia di tutti per la prima discesa italiana con snowboard dalla vetta del Cho Oyu.
Gli altri scendono più prosaicamente a piedi, aiutati dalle corde fisse lungo le quali ci si cala spesso con la tecnica della corda doppia. Gli ultimi (Cesare e Guido) arrivano al campo 3 intorno alle 16. Per questa notte ci si ferma qui. Tutto bene dunque, grande gioia, enorme stanchezza, ma tutti in ottime condizioni fisiche, piedi compresi (grazie ai fantastici scarponi d'alta quota La Sportiva, leggerissimi, ma caldissimi).
In vetta con noi altre 30 persone di cui la metà sherpa; la maggior parte di chi ha raggiunto la cima (sherpa esclusi) ha usato l'ossigeno dal campo 2 o 3 in sù. Ha veramente senso? E' come dire di aver fatto la Milano-Sanremo con la bici quando però ci sei arrivato con la bicicletta elettrica
25 settembre
Il tempo è cambiato, nuvole e vento in quota, poi neve. Inizia per noi una lunga e faticosa (la stanchezza si fa sentire man mano che la tensione cala) discesa senza problemi. Campo 2, campo 1, campo base, arriviamo tutti stanchi, ma felici per l'ora di cena. Ci accolgono le nostre comode tende (ci sentiamo quasi come a casa), il sorriso e la gentilezza di Santa e soprattutto la sua ottima cena.
Incominciamo ad assaporare la gioia per ciò che abbiamo fatto: stanchezza e felicità insieme. E' stata una bella salita, ben organizzata, favorita dal bel tempo, dura, ma di grande soddisfazione.
Ma non è finita! abbiamo lasciato attrezzati sia il campo 1 che il campo 2 per la prossima salita di Annarosa e di Paolo; i giorni sono contati, ma se il bel tempo continua ad assisterci, ce la si può ancora fare. Partenza prevista per il prossimo tentativo il 28 o il 29.
A presto quindi con altre news.
Scritto alle 17:49 | Permalink | Commenti (4) | TrackBack (0)
24 settembre
Partiti di buon'ora stamattina, la fatica nelle gambe, il fiato corto, Marco e Cheing vanno avanti, Silvano insieme all'altro sherpa sono dietro di loro, Paolo è stanco , torna indietro e poi...
ore 11.00 Marco arriva in cima e da lì si invola per il pendio fino al campo 2 con il suo snowbord! Alle 11.30 Silvano fa gli ultimi passi e arriva in cima anche lui, e dopo un'ora Cesare, che questa mattina non stava tanto bene, con Guido dietro i suoi passi sputano gli ultimi faticosi passi e conquistano la vetta del Cho Oyu alle 12.30!!
UN SUCCESSO!!!!
Per la prima volta qualcuno scende dal Cho Oyu con lo snowbord, una prima assoluta.
Marco,Cesare,Guido e Silvano, 4 membri su una spedizione di 6, mettono i piedi sulla cima, senza ossigeno (gli unici di oggi). Adesso sono tutti al campo 3, aspettano che Cesare e Guido tornino e poi scendono giù al 2, dove Marco li aspetta per fare a fianco a loro le ultime curve fino al campo 1.
Mountain Kingdom è arrivata in cima al Cho Oyu!!La dea turchese li ha accompagnati fino in cima!
tra qualche giorno il racconto completo
Scritto alle 12:17 | Permalink | Commenti (13) | TrackBack (0)
23 settembre
ore 15.30 (fuso orario di kathmandu) - campo 3 - 7400mt
<arrivati al campo 3, tempo buono , stiamo bene, domani tentiamo la vetta>
Scritto alle 13:41 | Permalink | Commenti (5) | TrackBack (0)
22 settembre
arrivati al campo 2,stiamo bene, fa un po' freddo ma il tempo è buono, dormiamo qui stanotte, domattina andiamo al campo 3 e se ce la sentiamo tenteremo la vetta, seno ci fermiamo li una notte e tentiamo il giorno dopo
Scritto alle 02:21 | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
18 - 20 settembre
giornate di riposo, di recupero energie (dormite incredibili e pasti luculliani) e di programmi per le prossime mosse.
Il meteo continua ad essere favorevole, talvolta qualche nuvola o un lontano temporale notturno nel Khumbu (Nepal) (ne abbiamo ammirato i lampi che rischiaravano anche le nostre creste), talvolta un po' di vento (questa mattina spazzava le alte cime ad una velocità stimabile in 70 km/h); speriamo perduri in modo da non intralciare i nostri piani.
Ieri (19) abbiamo fatto una bella escursione su morena e nevaio fino al passo Nampa La 5740m; è il passaggio ancora oggi utilizzato dalle carovane di yak che mette in comunicazione il Tibet (Cina) con il Khumbu, la regione degli sherpa, altrimenti molto isolato e raggiungibile da Kathmandu con il volo su Lukla; quindi per le merci cinesi è senz'altro la via di comunicazione più rapida e sicura. Sarebbe davvero fantastico ottenere i permessi dai cinesi e dai nepalesi per un viaggio - trekking unico al mondo che parta da Lhasa e attraverso il Nampa La raggiunga il Khumbu e Kathmandu; proveremo a organizzarlo già per il prossimo anno.
Abbiamo discusso con i nostri sherpa Tshiring e Pasang il programma dei prossimi giorni. Abbiamo 2-3 possibilità di salire in vetta. La prima fra il 21 e il 25, la seconda fra il 27 e l'1 ottobre, la terza proprio allo scadere dei giorni a nostra disposizione.
Quindi domani 21 settembre partiamo tutti per il campo 2 (Annarosa un po' in ritardo di preparazione a causa di un fastidioso raffreddore per il campo 1) dove alla luce delle condizioni di ciascuno decideremo chi potrà tentare la vetta già il 23-24 settembre.Gli esclusi dalla prima salita rientreranno al campo base per riposare e tenteranno la vetta fra il 27 e l'1 ottobre.
Programma ben congegnato che permette a tutti di tentare la salita agli 8201 metri del Cho Oyu, sempre che il tempo non ci metta lo zampino!
Ora prepariamo le ultime cose da trasportare in alto (viveri e gas) e gli zaini.
Domani si incomincia a fare sul serio.
vi allego un po' di foto che siamo riusciti a mandare con non poche difficoltà:
ecco Silvano e Guido al campo base, in tutto il loro splendore:
Marco sale il primo serracco verso il campo 2:
la nostra tenda ferrino al campo 2:
e per finire il Cho Oyu dal campo base in tutto il suo splendore:
Scritto alle 23:46 | Permalink | Commenti (5) | TrackBack (0)
15 settembre
Saliamo al campo 1 nelle solite 4 ore e lungo il solito interminabile percorso attraverso il ghiacciaio Gyabrag e la killer slope; il panorama è sempre bellissimo, ma il su e giù fra morene e ghiacciaio e lo sfasciume della killer slope sono veramente massacranti e alla lunga noiosi. Tshiring e Pasang, partiti all’alba hanno già montato una tenda Ferrino Snowbound 3 in un buon posto ai margini del campo, poi hanno proseguito per il campo 2 con le tende per quel campo. Abbiamo anche ingaggiato 3 portatori tibetani che ci hanno aiutato a portare tutto l’equipaggiamento personale e comune fino al campo 1; in questo modo noi siamo saliti abbastanza leggeri e non ci siamo stancati in previsione dei prossimi sforzi. Noi siamo partiti verso le 10 e arrivati al campo 1 6400 metri ci siamo dati da fare a sistemare i bagagli trasportati dai tibetani, abbiamo preparato un’altra piazzuola per la seconda Snowbound 3, l’abbiamo montata e ancorata a neve e ghiaccio, infine ci siamo sistemati nelle tende: nella prima Marco e Paolo, nella seconda Guido, Silvano e Cesare. Paolo e Marco con molto spazio a disposizione si sono sistemati rapidamente e bene (bene per quel che si può stare ovviamente in una tendina e non in una camera d’albergo) anche se gli abbiamo rifilato tutto il materiale comune e l’equipaggiamento dei nostri sherpa. Per Silvano Guido e Cesare il lavoro è stato più complesso e riuscire a coordinare le varie operazioni di sistemazione equipaggiamento, gonfiaggio materassini, preparazione cena (brodo con riso condito con olio e parmigiano) e infine infilarsi nei sacchi piuma ha avuto momenti fra il drammatico e il ridicolo.
16 settembre
Siamo rimasti nei sacchi piuma 12-13 ore, notte lunga, ma passata abbastanza bene: non troppo freddo, non troppo scomodi e abbiamo dormito anche a lungo. Per alzarci aspettiamo che il sole raggiunga le tende e ci riscaldi, poi ci mettiamo tutti in moto, momenti caotici fra i preparativi per la salita al campo 2, la preparazione della prima colazione, il riordino della tenda che ha fatto parecchia condensa che comincia a sgocciolare dappertutto. Alle 10 (un po’ tardino, ma è anche la prima volta che si parte da un campo d’alta quota e bisogna prendere le misure) partiamo per il campo due ramponi ai piedi. La progressione non è certo fulminante, la quota si fa sentire, ma bisogna sempre prendersela con calma, è il modo giusto per arrivare dove si vuole senza farsi del male (mal di testa per esempio). Saliamo piano piano, all’inizio sembra quasi di non innalzarsi e allontanarsi dal campo, ma poi le tende scompaiono alla vista e ci ritroviamo su una bellissima cresta nevosa, ampia, a tratti ripida a tratti pianeggiante; arriviamo a 6700 metri sotto il primo seracco. Qui Paolo e Guido (un po’ infreddoliti un po’ stanchi) e Silvano (sta benone, ma non vuole affaticarsi troppo) decidono di tornare indietro, mentre Marco (che tra l’altro ha uno zaino da paura con lo snowboard legato in verticale sopra la testa) e Cesare proseguono decisi a raggiungere il campo 2. Salita lunga, impegnativa solo nel superamento del primo seracco (ma ci sono le corde fisse che rendono il tutto molto sicuro) e veramente faticosa: non è facile trovare il ritmo fra una traccia ancora relativamente fresca e irregolare, alpinisti che procedono molto lentamente e continuano a fermarsi e comunque la quota che si fa sentire sempre di più. Per pendii di neve a tratti ripidi a tratti dolci, zigzagando fra seracchi imponenti, ma non pericolosi, arriviamo al campo 2 a 7200 metri (ore 15): siamo molto soddisfatti! Lì troviamo Tshiring e Pasang che hanno ultimato di preparare il campo. Insieme a loro scendiamo rapidamente al campo 1 (ore 18) dove troviamo i nostri soci già al calduccio nelle tende e the e brodo caldo: veramente il massimo. Ci sistemiamo anche noi e ci prepariamo per una seconda notte al campo.
17 settembre
Notte lunga, calda e devo dire di buon sonno (a parte Marco che aveva un gnocco di ghiaccio proprio sotto la schiena). Aspettiamo il sole e al caldo sistemiamo le tende, poi scendiamo rapidamente al campo base dove arriviamo intorno alle 11 (tanto lunga la salita, tanto veloce la discesa, che rabbia). Qui finisce la nostra 3 giorni di allenamento e acclimatazione in alta quota; stiamo tutti bene anche se ovviamente siamo stanchini e affamati (in alto si beve, ma si mangia poco). Ora ci attendono 2-3 giorni di riposo prima di ripartire verso l’alto, chi per proseguire con la preparazione chi, chissà, per tentare la vetta. Saranno giorni dedicati al riposo, a bucato e doccia, alla lettura e alle chiacchere, al relax e allo studio delle tattiche migliori per il successo della nostra avventura.
UN ABBRACCIO A TUTTI E GRAZIE PER IL VOSTRO AFFETTO
CESARE
Scritto alle 20:35 nella Nepal, Tibet | Permalink | Commenti (9) | TrackBack (0)
14 settembre
Comoda sveglia alle 8 quando il sole riscalda le tende, prima colazione nella nostra comodissima Ferrino e infine Puja, cerimonia propiziatoria per la salita alla montagna di stampo tipicamente buddista. Ci impegna tutta la mattinata fra recita di preghiere e canti buddisti, offerte e distesa al vento delle tipiche bandierine buddiste multicolore ( giallo = terra, verde = acqua, rosso = fuoco, bianco = vento, blu = cielo).
Poi preparativi per la partenza: domani saliremo al campo 1, dopodomani al campo 2, infine il 17 torneremo al campo base.
Le info meteorologiche inviateci puntualmente dall’amico Gianluca Tognoni promettono tempo bello fino almeno al 18.
CIAO CON AFFETTO CESARE
Scritto alle 16:32 | Permalink | Commenti (7) | TrackBack (0)
Domenica 13 settembre
Tempo migliorato da due giorni a questa parte. Ieri siamo saliti per la prima volta al campo 1, il tempo era splendido e stavamo bene, oggi e domani ci riposiamo. La montagna è aperta fino al primo serracco dopo il campo 1, nessuno è ancora arrivato al campo 2, ma domani gli sherpa aprono anche fino a lì. Il PC si è misteriosamente rotto, funziona molto lentamente quindi lo usiamo solo per ricevere le informazioni meteo, che ovviamente sono fondamentali, si prevede tempo bello fino al 20, intervallo di un paio di giorni di vento poi ancora bello per qualche giorno. Martedì notte prevediamo di arrivare al campo 1 e fermarci lì per la notte per poi salire al 2 mercoledì e tornare giù al base. Poi se tutto va bene nel weekend tenteremo la vetta. Nel frattempo ci riposiamo qui al campo base, dove modestamente abbiamo la tenda mensa più bella di tutto il campo, ieri sera ci hanno preparato una gran cena: patate fritte, formaggio e tonno, che lusso! Oggi faremo la Puja, cerimonia propiziatoira, tributo alla dea turchese, che vive nella montagna, speriamo che ci guardi e ci protegga.
Scritto alle 12:22 | Permalink | Commenti (7) | TrackBack (0)
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